Archivio Renato Birolli

L’archivio Renato Birolli nasce per iniziativa della moglie del pittore, Rosa Rossi, detta Ro’, e del figlio Zeno, che sistematizzano e ampliano la ricca documentazione cartacea riguardante la storia delle opere, delle esposizioni e delle pubblicazioni, la cui raccolta era stata iniziata da Ro’ durante la vita dell’artista. La sistematizzazione dell’archivio, condotta da Ro’ e da Zeno a partire dagli anni Sessanta, conduce alla pubblicazione, nel 1978, del catalogo generale dell’artista (Feltrinelli, Milano). 

Autoritratto, olio su tela, 1934
Autoritratto, olio su tela, 1934

Dopo la scomparsa della moglie, nel 1996, i figli Marco e Zeno decidono di concedere in comodato la biblioteca e l’epistolario dell’artista al Gabinetto Scientifico e Letterario G.P. Vieusseux di Firenze. Il regesto completo della biblioteca birolliana ha fatto l’oggetto di una pubblicazione nel 2014 (Scalpendi, Milano).

Da quel momento l’archivio delle opere è gestito da Marco e Zeno, che proseguono la sistematizzazione della documentazione cartacea.

A partire dal 2003, Marco conduce la digitalizzazione estensiva dell’archivio. A oggi l’archivio digitale raccoglie l’insieme delle opere, delle esposizioni e delle pubblicazioni repertoriate, oltre che una ricca fototeca di fotografie e di riproduzioni di opere in alta definizione.

A. Della Latta (a cura di), Renato Birolli. Biblioteca, Scalpendi, Milano, 2014

L’archivio Renato Birolli è attualmente diretto dalla Dott.ssa Viviana Birolli, storica dell’arte e nipote dell’artista. Non è accessibile al pubblico ma resta a disposizione per l’invio e per la consultazione del materiale documentario in casi specifici e su appuntamento.

L’archivio collabora attivamente con musei e istituzioni per favorire lo studio e la promozione dell’opera di Renato Birolli e si avvale dell’ausilio di un comitato scientifico (costituito da Viviana Birolli, storica dell’arte, dalla professoressa Elena Pontiggia, dal professor Paolo Rusconi e dal professor Ernesto Damiani) per le valutazioni di autenticità e l’archiviazione delle opere di Renato Birolli.